Pescatorimoscalodi
Opinioni -
Lettera all' U.P.S. di Sondrio
Testo di Maurizio Capolaro

 

 

 

Zelo Buon Persico 05 Dicembre 2003

Spett. Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio.


Come ogni anno, a conclusione della stagione piscatoria, è mia abitudine fare un resoconto di come è andata la pesca.Tenendo presente che questo è stato un anno particolare, a causa della grande siccità, posso affermare che nell’insieme non è andata male e tutto sommato vi sono state alcune giornate dove il divertimento non è mancato, anche perché ho optato per il permesso annuale PLUS NO-KILL, che mi ha consentito di pescare in tutta la riserva.

Purtroppo però non tutto è andato bene; in primis vi sono i livelli dell’Adda, che sono stati molto penalizzanti, limitando notevolmente le giornate di pesca, anche quando, vista la siccità, avrebbero dovuto essere a posto (credo che da parte dell’ente gestore non vi stata una corretta gestione dei livelli); inoltre non mi spiego perché di Lunedi e Mercoledi i livelli sono quasi sempre alti ed è impossibile pescare, quando invece i restanti giorni della settimana, mi risulta, siano spesso e volentieri a posto.

Un altro aspetto negativo, è quello relativo ai permessi giornalieri e alla definizione che è stata data ad alcune zone di pesca; mi riferisco alle zone speciali e a quelle no-kill-mosca. Sono state considerate allo stesso livello, compreso il costo del permesso giornaliero di ben Euro30.
Non mi sembra, tanto per fare un esempio, che si possa considerare la zona speciale di Piateda allo stesso livello delle zone no-kill mosca di Stazzona o di Tresenda o del torrente Scalcoggia, anche perché le zone speciali sono notoriamente definite tali, in quanto sono presenti trote e temoli dalla dimensione appunto speciale, rispetto alle altre zone. Inoltre, comunque le si definisca, NO-KILL MOSCA o SPECIALE, restano zone dove non è consentito trattenere e dove la dimensione del pesce è sostanzialmente diversa (tra la varie zone); l’unica cosa che le accomuna sono i minori oneri gestionali, rispetto ad altre zone di pesca..

Ancora una volta noto con rammarico la disparità di trattamento tra chi pesca a mosca e chi pratica altre tecniche di pesca. A fronte di questa realtà sarebbe facile innescare una polemica (e non è il mio caso) ribadendo il concetto che chi pesca a mosca non è desiderato in Valtellina, oppure che è considerato una sorta di Paperon de’ Paperoni da spennare, visto che le 30 euro richieste per il permesso di pesca, riguardano sopratutto le zone “no kill mosca”. Vi invito quindi ad una maggiore equità ma anche a rivalutare la definizione data alle varie zone di pesca.

Faccio quest’affermazione perché, considerare ZONA SPECIALE quella di Traona non mi trova d’accordo.
A fronte delle numerose uscite fatte anche in compagnia di altri amici, nell’arco di tutta la stagione, la dimensione delle trote/temoli catturati/e non è quasi mai stata superiore ai 22-25 cm e quindi insufficiente per qualificarla come tale. (eccetto la straordinaria cattura fatta e riportata sui più importanti giornali di pesca). Stessa considerazione vale per il torrente Masino, che a parte le prime due o tre uscite d’inizio stagione, dove si sono visti alcuni pesci in taglia, poi non si è pescato altro che trote di 24-26 cm max. Riconosco comunque che per il Masino vi sia un problema molto penalizzante per Voi, dovuto al bracconaggio locale, facilitata anche dalla modesta frequenza nei controlli.

Per una migliore comprensione, sappiate che per me (e non solo per me) le zone No-Kill e Speciali, visti anche i costi dei permessi giornalieri, dovrebbero essere ben popolate e contenere pesci di buona taglia (da un min.35-40 a cm in su), altrimenti non è giusto considerarle tali. Facciamo un esempio: pensate a quel pescatore che richiamato dalla definizione ZONA SPECIALE decide di pescare a Traona, sborserà quindi il costo del permesso (30 euro)e dopo passerà tutta la giornata a catturare pesci di modeste dimensioni (22-25 cm); come pensate che sia il suo umore alla fine della giornata?
Certamente sarà incazzato, si sentirà preso per i fondelli, ed infine il suo giudizio sull’operato dell’UPS sarà pessimo, facendo l’equazione: “se la zona speciale è cosi deludente, chissà il resto che cosa sarà”. Questo esempio è in realtà un fatto successo veramente, nel quale io sono stato spettatore, la persona in questione era molto contrariata, e a nulla è servito spiegarle che la sua equazione non era del tutto esatta. Secondo il mio parere, chi decide di venire a pescare in Valtellina, che significa riconoscere e premiare il vostro operato e darvi fiducia, non deve essere penalizzato da costi di permessi giornalieri troppo elevati (30 euro cioè £ 60.000 delle vecchie lire) solo perché pesca a mosca.

A fronte di un continuo aumento di pescatori che passano dalle tecniche tradizionali a quella a mosca, sono altresì convinto, che se il permesso giornaliero per le zone no-kill mosca attuali, fosse più equo, riscuoterebbe maggiori consensi, e di conseguenza vi sarebbero maggiori richieste in permessi di pesca, che confrontato con la non rosea situazione, nel quale si trova di anno in anno L’UPS è una realtà da non sottovalutare. Inoltre per tutta la stagione io e altri amici non abbiamo mai avuto il piacere di incontrare un guardia pesca per i controlli formali; a fronte di questa mancanza di controlli, avremmo potuto pescare non pagando il permesso annuale.
Quindi, se tanto mi da tanto, chissà quanti non si sono limitati a questo semplice e disonesto ragionamento, ma sono passati dalla teoria alla pratica, in barba all’UPS e a tutti i pescatori che hanno pagato il permesso annuale/giornaliero.

Non me ne vogliate per quello che ho scritto, da parte mia non vi è nessuna intenzione di sminuire il Vostro operato, anzi sono convinto che nell’insieme state lavorando bene e che tutti i guardia pesca fanno il proprio dovere ma non mi spiego perché non vi siano controlli più frequenti. Colgo l’occasione per ringraziare il coordinamento e tutti i guardia pesca che hanno pazientemente sopportato tutte le volte che li ho chiamati (e sono tante), per avere notizie sui livelli del fiume e quant’altro. Per concludere, non so se per l’anno prossimo io e i miei amici rifaremo il permesso annuale (plus no-kill), lo valuteremo più avanti, certamente speriamo che ci vogliate rispondere, magari pubblicamente tramite la vostra rivista. Soprattutto ci auguriamo che per l’anno prossimo vi sia da parte dell’UPS una più attenta valutazione nel definire le zone di pesca e il relativo costo del permesso, oltre ad una copiosa semina nelle due zone speciali sopraccitate.

Ringraziando per il tempo dedicato, porgo distinti saluti.
Capolaro Maurizio & Company

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