Pescatorimoscalodi
Opinioni
- Lettera
all'A.P.D. Vallagarina
Testo di Antonio Arnanno

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Cari amici del “Pescatore Trentino”, questa
mia lettera, queste mie poche righe vogliono essere un sentito ringraziamento
per coloro che, con impegno e con dedizione, cercano nel migliore dei
modi di rendere un’ambiente quale la splendida regione Trentina,
uno sport quale la pesca, più vicini a tutti noi; nel contempo
una volontà di coordinare una politica migliorativa delle acque
trentine a tal punto da renderle da esempio per molte regioni, tra le
quali quella in cui vivo io dove, per motivi vari (politici e non),
acque un tempo splendide per pescare non sono altro, oggi, che corsi
di schiuma e autostrade per topi alla ricerca di cibo. Oltre ai complimenti più sinceri per i risultati ottenuti, colgo l’occasione assumendomi la responsabilità di ciò qui citato, per esprimere il mio pensiero relativo al mio modo di concepire questo sport, sperando che a questo si possano associare in molti, ma nel contempo rispettando chi a questo non fosse d’accordo. Sono un ragazzo di 26 anni, figlio di pescatori per tradizione e praticante tale da più di 15. Ho esercitato questo splendido passatempo nelle più diverse tecniche, promuovendole molto avendo lavorato in un negozio di pesca di una nota catena commerciale, cercando sempre, anche in qell’ambiente, di far riflettere coloro che di una semplice preda ne fanno motivo di vanto e di bravura sportiva con gli amici, convinto che questo non è il modo migliore per avvicinarsi a questo sport e soprattutto al fine di promuoverlo nella cultura giovanile. Fino a qualche anno fa vedevo il pesce come l’ambita preda, come il risultato di ore se non di giornate, passate lungo le rive di un fiume o di un lago a studiare attraverso pasture di ogni genere, galleggianti e ami, il modo di poter ingannare e invogliare un semplice essere ad abboccare ad un amo soddisfando i suoi istinti animali, con la speranza che fosse quello più grosso e a volte anche quello dell’anno, al punto da poter rendere giornate che, in certe condizioni ambientali non invoglierebbero nessuno a uscire di casa, in momenti indimenticabili. Questo periodo di circa 18 mesi trascorso in questo negozio mi ha fatto riflettere molto, cambiando in certi casi il mio modo di vedere alcune cose ed aspetti di tale mondo, ma penso che chiunque, ascoltando discorsi di persone convinte di far bene nel prelievo indiscriminato di pesce, come nell’uso purtroppo in periodi dell’anno di esche non consentite ecc…., hanno fatto si che mi ricredessi sul comportamento della persona “pescatore” dando in certi frangenti ragione a colui che, anche se non perfettamente informato delle cose, compara questa categoria di individui sullo stesso livello dei cacciatori più indisciplinati. Ho sempre sostenuto, vedendo la mia persona, che col tempo si possa crescere smussando gli angoli di visuale sulle cose, ma mi rendo conto oggi più che mai che alcuni individui sedicenti “pescatori” questo non accade. Ho
visto spesso e vedo ancora tutt’oggi persone che fanno di una
semplice cattura al limite della misura consentita un motivo di vanto
per parenti ed anici, come atti indiscriminati di bracconaggio svolgersi
nella normalità più completa, a volte cedendo partecipare
persone che invece dovrebbero fermare tali gesti, motivati e spinti
dalla sola bramosia di violare norme e leggi, consci del fatto che le
prede finite in reti o tramagli vanno, il più delle volte, a
morire non nello stomaco di persone private di cibo come poteva accadere
50 anni Il mio discorso non vuole soffermarsi su condizioni inquinanti di ambienti quali scarichi reflui di industrie e discariche a cielo aperto, cosciente del fatto che non potranno essere le parole di un semplice ragazzo per molti forse ancora troppo “sognatore” a far si che le cose cambino,ma sicuramente a far riflettere menti di persone che sostengono amore per uno sport ma che invece col tempo tendono a distruggerlo. Io pesco a mosca da diversi anni e sono molto contento di questo, perché solo con la mia conversione a questa tecnica ho capito veramente cosa volesse dire un poeta quando definì la pesca “un’arte splendida". Mentre, fino a qualche anno fa, non vedevo l’ora che arrivasse il sabato e la domenica per andare a pescare, per poter catturare cestini di pesce grazie a pasture o a manciate di bigattini che potessero invogliare il pesce al punto d’infastidirlo, oggi, invece vedo la pesca come una sfida dove la mia pastura non sono altro che effimere. Libellule e api che possano nella loro veridicità riuscire a staccare il pesce dal fondo incuriosendolo al punto da farlo venire anche solo un secondo a guardare quello che in serate di pioggia ho costruito davanti al morsetto.Queste parole possono sembrare le classiche frasi di colui che profana giustizia mentre dietro compie ingiustizie, ma ho sempre agito pensando che cio’ che d’irregolare compio lungo le rive alberate di un fiume non fa altro che ripresentarsi contro ognuno di noi in futuro, non per altro, ma perché ognuno vorrebbe pescare in posti fantastici catturando prede da sogno. Spesso ho criticato, e continuerò a farlo, in discorsi con amici compagni di pesca, politiche di recupero di acque da parte di associazioni di pescatori ( non nel Vostro caso )o particolari condizioni per invogliare il pescatore alla pesca rendendolo in certi casi un bamboccio, vedi ad esempio le zone del fiume definite “pronto-pesca”, dove tratti di acqua, imbottiti di pesce vissuto fino a qualche ora prima nelle vasche, dove il pescatore catturando prede ancora intontite per il passaggio da un’ambiente all’altro totalmente differente, si possa sentire soddisfatto; ma questo rendetevi conto non è far del bene alla pesca, anzi è impoverire il pescatore e la sua cultura dell’ambiente. Penso che a chiunque di noi molte delle cose nella gestione del mondo della pesca non vanno a genio, spesso costretti a subire gli effetti in molte circostanze negativi; contrari il più delle volte all’etica e tutto ciò che concerne il pescatore, però parlo nel mio caso come in quello di amici pescatori, il rispetto c’è sempre stato e farò in modo di continuare ad esserci, anche se il pensiero vorrebbe che agissi diversamente, per cui critico coloro ( e credetemi ce ne sono molti ) che il rispetto non lo attuano ne’ con le parole ne’ soprattutto coi fatti: lo dimostrano le immagini di pesca in particolare all’apertura raffiguranti pescatori o sedicenti tali a prelevare novellame al fine di riempire il cestino, artificiali strappati con forza non curanti del pesce, per arrivare alle pattumiere di scatole di vermi lasciate da pescatori, indifferenti a tutto ciò, ma soprattutto convinti che tanto qualcuno pulirà. Spesso io come i miei compagni, ci siamo sentiti dire da parte di alcuni pescatori a fronte di una domanda. “ non pensa che era meglio lasciarlo andare?”……..”Non me ne frega nulla, io ho pagato e faccio quello che mi pare!” criticando il fatto che loro in alcune zone non possono pescare perché adibite a noi moschisti o a chi pesca con l’artificiale.Vorrei dire rivolgendomi in particolare ai giovani come me, conscio del fatto che difficilmente colui che vede le trote del torrente sotto casa come cosa propria potendo esercitare qualsiasi diritto possa cambiare atteggiamento, cambierà il proprio modo di d’agire; cerchiamo di rispettare l’ambiente tanto non serve a nulla portare a casa 5-6 o addirittura 10 capi quando il limite è molto inferiore, perché questo non fa altro che danneggiare noi stessi. Mi scuso per questo mio sfogo, ma ogni qualvolta vedo scene del genere,soprattutto ripensando agli sforzi che associazioni e comuni compiono per ripopolare tratti di fiume, spero che sia l’ultima, ma puntualmente vengo smentito; l’unica cosa che rimane a me e a coloro che rispettano ciò in cui vivono è la speranza e la fiducia posta nelle buone intenzioni e nell’educazione della persona “ pescatore”. Rinnovo
a Voi tutti i complimenti più sinceri rinnovandoVi l’augurio
più sincero per un sereno lavoro per il futuro. |