Pescatorimoscalodi
Le Classiche
- March brown

 

 

 

L'Insetto
 
L'ordine delle Effimere, che comprende le famiglie: Effemeridi, Baetidi ed Echinoduridi, raggruppa una infinità di insetti acquatici che rivestono tutti una particolare importanza ai fini della pesca sportiva. La mosca March brown imita un genere dell'ultima famiglia: l'Ecdyonurus venosus, che è senz'altro il più importante per la sua enorme diffusione. Lo si può trovare, da aprile a tutto ottobre, in tutte le acque correnti, siano esse a fondo sabbioso, ghiaioso, roccioso; vive anche fra le alghe. La larva è piatta e reca tre appendici caudali che, nell'insetto adulto, si riducono a due; sempre nell'adulto sono presenti quattro ali: le due anteriori ben sviluppate e innestate al centro del corpo, piccole le posteriori. Le due appendici, nettamente divergenti, e le ali abbondantemente innervate permettono di riconoscere l'insetto a prima vista.
Il colore è generalmente bruno. La vita dell'insetto nella fase adulta è brevissima. La sua presenza viene in particolare notata verso sera, quando in fitti sciami compie sulla superficie dell'acqua la sua danza nuziale. Nelle ore di sole si cela al riparo di piccoli sassi, rami e ciuffi d'erba. Sollevando questi ripari ci si può accertare della sua presenza nella zona. Sia Halford che A. Gross e L. de Boisset, massimi esperti di pesca a mosca, hanno attirato l'attenzione degli sportivi su questa famiglia tanto diffusa in Europa. In Italia è rappresentata ovunque e l'insetto è conosciuto con il nome, generico ed improprio, di effimera bruna.
L'Impiego
 
Fin dall'inizio della codificazione delle mosche, a questa imitazione è stato riservato un posto d'onore tra i vari modelli e già negli ultimi anni del secolo scorso Halford, nella sua opera "Dry tly fishing” ne valorizzava l'utilizzazione. In seguito tutti gli autori di cose di pesca ne hanno concordemente esaltato i pregi. A causa della grande diffusione degli insetti che imita la March brown viene utilizzata in quasi tutte le acque; benchè da alcuni venga erroneamente considerata una mosca primaverile consente ottimi risultati durante tutta la stagione di pesca, naturalmente a patto che vengano rispettate alcune regole generali d'impiego. La March brown è un'imitazione particolarmente adatta per acque basse e limpide; nei torrenti montani ha la massima resa quando si pesca in prossimità della riva, cioè nella zona in cui ì pesci danno la caccia alla nuova mosca che si sta faticosamente distaccando dall'acqua dopo l'avvenuta trasformazione da ninfa in insetto adulto. Durante le ore diurne si ottengono buoni risultati con le ninfe e con le mosche sommerse mentre al calar della sera, per il cosiddetto "coup de soir" sono più indicate le mosche galleggianti di buona taglia. Nel caso in cui si usino tre mosche sommerse la March brown viene fissata al posto d'onore, cioè al capo della lenza; in questa occasione si monta un artificiale costruito su ami del numero 12 o 14.
Sebbene sia nata come mosca da trota è utilizzata anche per la cattura di altre varietà di pesci; è molto bene accetta ai salmerini che vivono nei laghetti dì montagna purchè si abbia l'accortezza di non farle fare alcuna scia durante il recupero. Nel caso si peschi il temolo si impiegano i modelli più piccoli; la mosca sommersa è insuperabile nelle acque basse poste a lato delle forti correnti mentre, sulle piane tranquille, al momento della massima attività in superficie, la mosca secca riesce a trarre in inganno anche più grossi soggetti. Nei fiumi del piano, ma solo nel periodo primaverile, può essere usata anche per la cattura di cavedani a mosca sommersa o ninfa.
L'Imitazione
 
È possibile reperire in commercio la ninfa, la mosca alata (maschio e femmina) costruite con o senza ali, la mosca sommersa (maschio e femmina) prodotte in diverse misure su ami del numero 10 -12 -14 -16. La March brown può essere costruita con materiali diversi; in genere, per il corpo, si utilizza un leggero avvolgimento di peli bruni di lepre legati con seta gialla; questa imita gli anelli addominali. I corpi delle ninfe e delle mosche secche sono leggermente voluminosi, quello della mosca sommersa è piuttosto sottile. Nella costruzione della ninfa vengono utilizzate barbe di penna di petto di fagiano maschio per confezionare le appendici caudali e per imitare la guaina che racchiude gli embrioni delle ali. Altre due barbe vengono collocate in corrispondenza della testina per raffigurare le antenne. L'imitazione viene completata con penne tratte dal petto di una starna femmina; queste vengono avvolte in prossimità dell'occhiello di misura più o meno abbondante a seconda che la mosca sia secca o sommersa; le eventuali alucce, nei modelli galleggianti, vengono costruite con penne d'ala di starna.
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