Pescatorimoscalodi
La Storia - Il museo della pesca di
Castel Wolfsthurm
Fotografie Matthias Reichel

Altre foto
del Museo

 

 

 


La maggior parte di voi, direi quasi tutti, non è al corrente che nel bel mezzo della Val Ridanna, a nord/ovest di Vipiteno, quasi in territorio austriaco, ha sede nel castel Wolfsthurn a Mareta, il Museo provinciale della caccia e della pesca. Un bel museo, bello dentro e fuori, immerso in un paesaggio incantevole, con sale restaurate e arredate impeccabilmente con arredi d’epoca che ha la di proporre nella sezione dedicata alla pesca, quasi esclusivamente materiali, articoli e imitazioni per la pesca a mosca. Confesso che anche in questo momento, mentre sto scrivendo queste quattro righe, mi sto chiedendo per l’ennesima volta come un museo del genere possa essere finito in un luogo tanto sperduto ed in un area culturare senza una minima tradizione per tale pesca! Incredibile ma vero. Chi avrà l’opportunità di visitare casualmente il museo sarà sicuramente assalito dal mio stesso pensiero. Ma forse è il caso di descrivere un po’ cosa esattamente contiene questa sezione di museo: dall’ingresso principale salendo lo scalone di sinistra, al primo piano si possono visitare 3 o 4 sale che ti lasciano sicuramente a bocca aperta: per la pesca a mosca c’è ogni ben di Dio. Mosche, mulinelli, canne, materiali, manuali ed ambientazioni. Incredibile cosa è possibile vedere in queste sale! C’è un po’ di tutto, dall’attrezzatura leggera per trote o temoli, all’attrezzatura pesante per salmoni o per la pesca in mare.
Mulinelli Chas. Farlow del 1850, Hardy dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri, mulinelli in legno Nottingham degli anni 20, Orvis del 1870, Leonard del 1880, mulinelli in alluminio degli anni 20, A.T.H., Hardy ed altre marche dei giorni nostri, canne in refendù P.D.Malloch, Hardy, Greenhart, da salmone in 5/6 pezzi e da trota in 2/3 pezzi, scatole piene di mosche da trota della Farlow, della Malloch con mosche da salmone, mosche e mosche un poco in tutti gli angoli, code di tutti i tipi, cestini, libri e manuali introvabili, teche con ambientazioni di pesca. Una vera leccornia, roba da lasciarci gli occhi per qualche ora e per qualcuno, anche per un giorno intero. Ecco lo scenario che ti si presenta. Ma l’assurdo di tutto ciò, deriva dal fatto che il materiale esposto non è frutto di un’attenta ricerca e raccolta da parte di persone preposte dalla provincia di Bolzano od il risultato di una donazione di pescatori della zona , no! Tutto il materiale esposto appartiene ad un certo Rudolf Reichel, tedesco di Germania, che interpellato da chiccessia, è stato convinto ad esporne permanentemente la parte in esubero di una sua collezione molto più vasta, in questo castello dell’Alto Adige. Impensabile e incredibile.
Nel resto del nord Italia, pieno di club di pesca a mosca, la famosa crema d’Italia della pesca, non esiste uno straccio di museo. Qui, dove chi pesca a mosca è paragonabile ad una mosca bianca, trovi questa meraviglia! Meglio non commentare e cercare un’altra occasione per una visita al museo. Personalmente ci ritornerò per rivedere più attentamente il tutto.
 
Per raggiungere Castel Wolfsthurn a Mareta (Mareit), da Vipiteno (Sterzing) occorre percorrere la ss44 sino a Gasteig all’incrocio per la val Ridanna (Ridnauntal). Imboccata questa strada, si attraversa il paese di Stange al crocevia per la val Racines (Ratschingstal), famoso in loco per il bellissimo percorso delle cascate (è quasi obbligatoria una visita!). Proseguendo sempre nella Ridnauntal, si arriva appunto a Mareta. Giunti, non è difficile scorgere in cima ad un’altura la sagoma del castello.
Il museo è aperto dal 1 di aprile al 15 di novembre con orario continuato 9.30 – 17.30 nei giorni feriali da lunedì a sabato. Domenica e giorni festivi dalle ore 13.00 alle 17.00. Lunedì giorno di chiusura.
Il costo del biglietto d’ingresso per gli adulti è di lire 7000, ridotti 5000; tutto gratis per I ragazzi fino a 13 anni. Nelle sale, per chi volesse conservare un ricordo più concreto della visita, sono ammesse sia le riprese con telecamera che le fotografie. All’ingresso è possibile anche acquistare un piacevole catalogo a colori della collezione Reichel in versione italiano/inglese contestato dai locali altoatesini perchè inspiegabilmente non riporta la traduzione in lingua tedesca.

La gita al Castel   Wolfsthurn è raccomandata anche per gruppi o per famiglie perchè la sezioni della pesca e della caccia rappresentano solo il contorno a tante altre sale del castello nelle quali sono ancora visibili gli arredi originali molto ben conservati o restaurati. Anche per I bambini sono stati preparati dei percorsi educativi in alcune sale dedicate al riconoscimento di caratteristiche particolari di pesci o animali in genere.
Voglio aggiungere un’ultima cosa: la val Ridanna era un tempo famosa per le sue miniere situate a fine valle ai piedi delle più alte vette. Queste miniere sono oggi visitabili aiutati da esperte guide. Per chi volesse, questa potrebbe essere un’ulteriore ragione per scoprire la bellezza di queste valli certamente un po’ lontane dalle nostre aree di vita, ma sempre piene di gradite sorprese!

Per consultazioni via Internet: www.provincia.bz.it/volkundemuseen


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