Pescatorimoscalodi
La storia - La serie "Gallica" dei Chamberet
Artificiali fedelmente riprodotti da Edoardo Losio.

 

 

 

Tra la fine del diciottesimo secolo e l’inizio del diciannovesimo, l’introduzione della canna da mosca per il lancio moderno (frusta), trasformò sia la pratica della pesca a mosca sia la mentalità degli stessi pescatori. Mutarono radicalmente le abitudini, facendo nascere anche parecchie controversie.
Infatti, il nuovo sistema di lancio permetteva di lanciare più lontano ed in maniera più precisa, ma non permetteva invece il controllo diretto della mosca sulla superficie dell’acqua, cosa che con la vecchia canna era più facilmente attuabile.
Gli artificiali utilizzati fino a quel momento,lanciati con le nuove attrezzature anche a notevoli distanze, rimanevano difficilmente a galla. Nasceva, quindi la necessità di creare nuovi artificiali e nuovi modelli costruiti per galleggiare. La minor efficacia di rendere “viva” la mosca ( indiscutibilmente più governabile con le vecchie attrezzature), veniva ora compensata da una più evidente somiglianza dell’artificiale all’insetto naturale.
Nascevano in questo modo artificiali forniti di ali, cerci nei diversi stadi: subimago, imago, spent e ninfa.
Questa ricerca di trasposizione dell'immagine dei generi di insetti nei loro stadi di vita sarà la grande corrente di questo periodo fino alla vigilia della seconda guerra mondiale.
L'efemerologia guadagnerà molto e darà un grande slancio alla ricerca dell'identificazione degli insetti acquatici. Se lo straordinario monopolio tecnico e linguistico inglese pesava ancora sulla pratica della mosca, gli anni 30 del diciannovesimo secolo vedeva alcune individualità sforzarsi per creare nuovi artificiali frutto di osservazioni della natura attraverso nuove concezioni costruttive.
I precursori della moderna pesca a mosca francese furono Amèdèè Gros, di ROUSSILLER, suo padre Baud (nato nel 1875 sui bordi della Loira, a Bas en Basset) e padre Jean-Marie JOURGET. Questo ultimo andava alla mattina presto sul fiume l'ANCE del Nord, per osservare le esuvie delle ninfe ed il loro volo, ed al suo ritorno a casa crecava nuovi artificiali che imitavano gli insetti appena osservati. Creò, così, parecchie collezioni di artificiali, che furono oggetto di un'esposizione nel 1905 a Lione.
È in questa atmosfera ed in questa epoca che si metteva in luce con i suoi lavori dedicati al mondo della pesca a mosca, Leoncè VALLETTE, alias "de BOISSET" nato a Sant Vincent De BOISSET vicino a ROANNE, nel dipartimento della Loira.
Leoncè appassionato di natura e di pesca, per una felice coincidenza, incontrò "l'artista" Gérard de CHAMBERET ed il "biologo" dottore MASSIAS, uno e l'altro non meno appassionati di pesca e di natura.
I loro sforzi di ricerca e di collaborazione durati cinque anni, permetteranno di identificare le famiglie di insetti acquatici comunemente incontrate sulle acque francesi e di giungere ad un esame dettagliato della loro anatomia.
Da queste lunghe e insistenti ricerche, nascevano, dalle mani di un artista come Gerard de CHAMBERET, aiutato incessantemente dalla moglie, trentasette modelli di mosche che sono la miglior sintesi di somiglianza per famiglie di effimera.
Questi modelli ispirati essenzialmente ad alcuni specifici insetti, ricevono il nome di "Serie GALLICA". La qualità di questa originale creazione, si affermerà nel mondo.
Leoncè de BOISSET attraverso il libro: “Les mouches du pecheur des truites” (1939) porta alla celebrità del mondo della pesca a mosca il lavoro di ricerca e la sua applicazione nella pesca.
Ma è il caso di spendere qualche parola sui creatori e costruttori di questi modelli: già dal 1928 Gerard di CHAMBERET e la sua sposa avevano installato sull'argine sinistro del Doubs, nel piccolo villaggio di CHARETTE, un laboratorio di preparazione e costruzione di mosche artificiali nel quale lavoravano alcune ragazze locali dalle “mani di fata”. All’inizio il lavoro si limitava alla riproduzione di modelli inglesi, ma ciò non poteva soddisfare lo spirito di questa coppia innamorata di creatività e di poesia naturale. Dalle serie originali o inglesi nacquero modelli "alla francese”. Le creazioni e la grande qualità delle produzioni di CHARETTE acquistarono una grande fama in Francia ed all'estero.
Il luogo di queste creazioni fu chiamato "il Santuario di CHARETTE" e tutti i grandi nomi del mondo della mosca, avevano il dovere di passare prima o poi da questo luogo. Gerard di CHAMBERET scomparve prematuramente l’8 Giugno 1941. In una Francia invasa e disorganizzata per la guerra, madame de CHAMBERET si ritrovava sola con le sue "fate di CHARETTE” a combattere la sua guerra di tutti i giorni. Malgrado difficoltà di ogni natura, talvolta insormontabili, madame de CHAMBERET con la sua ostinazione e l’aiuto delle sue ragazze, superò tutti gli ostacoli. A guerra finita, il santuario ritrovò vigore ed efficacia che rese famosa CHARETTE fino agli annii 60.
In quaranta anni, furono ideati 15 000 modelli di artificiali. La "Grande Signora della Mosca" e le "fate di CHARETTE" aveva aperto a tutti le porte della storia della mosca artificiale francese di grande tradizione.
Nel 1979, madame dei CHAMBERET ha donato ogni proprietà al Club di Pesca Sportiva Perforare-Velay insieme alle collezioni dei modelli originali di mosche artificiali.
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