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Storo
e le risorgive
Storo,
paesino del Trentino al confine con la provincia di Brescia, dove il confine
tra le due province è segnato da uno stupendo torrente, il Caffaro.Antonio
che è un estimatore della riserva di Storo per via delle sue risorgive,
al termine di una riunione dell’Associazione SOS Adda di cui lui
è il presidente, mi ha invitato per un mercoledì di pesca.
Visto che sono alcuni anni che non pesco in questa riserva, non mi faccio
pregare ed ho accettato di buon grado, e poi tutto sommato anche con Antonio
è molto che non condivido una giornata di pesca .
Così Mercoledì 22 Marzo 2007, fatto il permesso al bar Conventino,
punto fisso per quest’operazione, ci siamo portati al solito posteggio,
anche per un sopralluogo dei corsi d’acqua.
La riserva non è cambiata da come la ricordavo, ci sono le solite
tre risorgive ed il Chiese; che però presenta una piacevole novità,
infatti la portata d’acqua è superiore a come lo ricordavo,
il che fa capire che sarà una valida alternativa alle più
impegnative risorgive, anche se rimane lo stupendo torrente Palvico, come
ancora di salvezza.
Anche le sponde delle risorgive sono le stesse, cioè con rovi e
piante a basso fusto, tanto per mettere a dura prova la resistenza del
sistema nervoso, oltre che le capacità del pescatore, ma tutto
passa in secondo piano di fronte all’abbondante presenza di Fario
ed Iridee che si fanno notare con le continue bollate.
Una volta pronti optiamo per la roggia” Fossa Grande di Darzo”,
tanto per constatare se riesco ancora a destreggiarmi con i selettivi
pinnuti, le piante che limitano il lancio, le mille correntine tipiche
di una risorgiva, e non ultimo l’obbligo di pescare a piede asciutto.
Infatti, l’esordio è da incubo; ma ad un passo da una crisi
isterica, e grazie alla mia proverbiale caparbietà, ho iniziato
dapprima a distendere la coda in acqua, poi sono riuscito a posare la
mia moschina dove si alimenta allegramente la pinnuta, ed infine, ma dopo
numerosi tentativi, inizio a guardare negli occhi la prima Iridea.
Nel frattempo Antonio ha già inanellato numerose catture e lo sentivo
esternare la sua soddisfazione…. Che dio che sono, non né
perdono una.
In
barba alle previsioni meteo, un sole fin troppo caldo fa da cornice alla
bella giornata, e una copiosa schiusa d’effimere completa il quadretto.
Dopo circa un paio d’ore, Antonio si è spostato più
a monte rimanendo sempre sulla risorgiva, io al contrario, mi sono un
po’ stufato di lasciare sulle piante, tipo albero di natale, le
mie mosche, così dopo aver saputo da un pescatore del posto, delle
immissioni fatte anche nel Chiese, non ho esitato, e in un attimo mi dirigo
verso il Chiese.
Su questo Fiume in passato mi sono divertito ad insidiare Temoli e Trote
che spesso non erano d’immissione bensì di risalita dal lago.
Giunto sul posto la schiusa d’effimere continua a tenere in attività
i pesci, con evidenti bollate.
Come faccio di solito in queste condizioni, la prima mosca che uso è
l’Emerg Loir, che non smentendo la sua adescabilità inizia
a catturare a ripetizione, Fario ed Iredee di varia pezzatura.
Quando il mio cell trilla, e dall’altra parte sento Antonio che
mi esorta a raggiungerlo per provare su una seconda risorgiva, ma visto
che mi sto divertendo come non mai, divento per una attimo Pinocchio e
dico la proverbiale bugia: ok due minuti e ti raggiungo! In realtà
dopo due ore, piene di catture, sono ancora li.Ormai sono le 16.00, Antonio
mi ha raggiunto sul Chiese, nel frattempo le bollate sono diventate sporadiche,
e Antonio mi rinnova l’invito, che non posso negare, e quindi ci
spostiamo sulla risorgiva che esce dall’allevamento di pescicoltura.
Ma lì, pescare è veramente difficile, perché si è
costretti a lanci lunghi e pose ultra delicate, cosa praticamente impossibile
a causa del solito venticello che risale dal lago nel pomeriggio, ma ugualmente
Antonio da sfoggio di una buona padronanza del lancio.
Sono le 16.30 e ci stiamo dirigendo alla macchina con l’intenzione
di tornare a casa, visto che
l’attività sulle risorgive è veramente scarsa.
Durante il tragitto, costeggiamo il Chiese, quando notiamo un salto d’acqua
che forma una bella lama, dove una serie di bollate richiamano ancor di
più la nostra attenzione.
E’ chiaro che le nostre amiche pinnute ci vogliono far chiudere
la giornata con il classico “lieto fine”, ed infatti da lì
a poco, siamo alle prese con Iredee in piena attività ma un po’
difficili.
Nonostante il vento sia diventato più forte, riesco a fare delle
discrete pose, l’artificiale d’obbligo in questo caso è
una Blu Dun, che fa salire senza indugio un buon numero di Iridee di buona
taglia (28-30 cm), così pure per il mio compagno di merenda; non
ricordavo cosi divertente questa riserva.
Le lunghe ombre della sera e il vento che ora è divenuto anche
gelido(sono le 18.00) ci inducono a malincuore ad alzare i tacchi per
tornare a casa, certamente soddisfatti per la bella giornata di pesca.
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