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Temoli
a Condino.
Dopo
2 anni torno a Condino per la seconda volta con Luca ed Antonio, C’ero
gia’ stato 2 anni fa quando ancora ero un novizio del flyfishing
e mi ero divertito ( anche se avro’ perso almeno 10 mosche sulle
piante ), quindi dopo il digiuno dello scorso anno e nonostante non sia
cosi’ agevole arrivarci ( 300 Km ed un traffico bestiale !), raccolgo
volentieri l’ invito di Luca.. L’idea di partenza era quella
di andare sulle risorgive di Storo ( bellissime , abbiamo fatto tappa
per vederle e ... mi tentano, sara’ per la prossima volta ), ma
poi abbiamo ripegato sul Chiese.
All’ arrivo una brutta sorpresa : la zona bassa e’ sporca
! Risaliamo e scopriamo che il fango arriva dai “soliti” lavori
di scavo in un piccolo laterale ( prima o poi troveranno il petrolio !!
) . Tutta la zona superiore e’ OK, quindi facciamo il permesso e
via. Tempo bello anche se un vento freddo e fastidiosissimo ci martellera’
fino a sera.Parcheggiato
alla passerella che attraversa il fiume ci dividiamo, Antonio vuole fare
la parte superiore mentre io e Luca scendiamo 1 Km a valle. Eccomi pronto
su una bella pianetta, lancio e .... primo pesce , una fario di ben 15
cm.
Dicono che chi ben inizia ....... tutte balle non vediamo pu’ niente
e quel che preoccupa e che non si vedono neanche le ombre dei pesci, non
dico le pinne.Arrivati
nella buca profonda sotto il ponte della statale, vedo finamente qualcosa
pinneggiare lento nel turbinio della corrente in entrata e visto che non
si schioda dal fondo... vado io a trovarli. Detto - fatto, monto il mio
fido strike (chiedo venia ai puristi ma io a ninfa senza strike ho qualche
problema.... ), scelgo la solita rusty con pallina in tungsteno e al primo
lancio eccolo. Un bel temolo sui 35 seguito da altri 3 ; anche Luca ne
infila 1, ma poi, forse visto l’ esiguita’ della buca ed il
disturbo arrecato, i pesci si fanno vedere , ma non collaborano piu’.Vabbe’
si risale e si torna a secca. Dopo ½ ora e due lame stupende ma
deserte, notiamo le prime effimere e vedo una bollatina, Luca lancia sopra
ed e’ una trotella. La schiusa continua , ma sembra non attirare
l’ attenzione dei pesci. Arrivati all mia lama preferita ci posizioniamo
e finalmente vedo qualche movimento . Se la vista non mi inganna sono
temoli . Metto la mia fida “plastichina” e .... 4 bollettate
una in fila all’ altra. Mmmmm saro’ scarso , ma 4 volte ....
forse sono i classici rifiuti da temolo . Cambio colore e vado sul bue
dun , adesso si che ci siamo : nei 50 minuti scarsi di schiusa riesco
a ferrare 5 o 6 temoli. Luca invece si diverte con le mini-trote, si vede
che gli piace il pesce piccolo, peccato non ci siano vaironi !!!!Purtroppo
la festa finisce presto, risaliamo ancora, ma gli unici temoli visibili
sono quelli apatici nelle correntine in evidente stato di frega. Luca
decide di salire ancora per vedere la parte superiore.
Io torno alla mia lama preferita e passo a ninfa ; vedo subito una trotella
e poi nulla. Risalgo ancora nella lama sotto la passerella e qui la ninfa
arriva a rendimenti tipo Valtellina. Metto in cascina una decina di temoli
e 3 trote.Si
sono ormai fatte le 17 ed i due soci ritornano, Luca mostra i temoli in
frega ad Antonio e lo avverte che non sono interessati alle nostre mosche.
Infatti Antonio lancia e .. tac .. al volo. Povero Luca , non e’
il suo giorno fortunato!!L’impressione
generale e’ che ci siano meno temoli di 2 anni prima ed in piu’
molto concentrati in pochi tratti. Peccato che le trote siano cosi’
scarse e lillipuziane. Luca dice che e’ una conseguenza della Carta
Ittica che vieta la semina di fario per salvaguardare le marmorate. Forse
sull’ Adige ha senso , qui ...... di marmorate ..... magari ....
E’ ora di tornare. Il giorno dopo quello che resta sono le immagini
e le soddisfazioni della bella giornata di pesca.
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