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Itinerari - Val d'Aosta - Torrente Ayasse
Foto e testo di Alby the Doc

 

 

 

UNA VALIDA ALTERNATIVA ? ?

Sabato scorso sono andato con Antonio e Lino in Valle d’Aosta, per cercare un’alternativa alle solite acque che frequentiamo.
La meta era la nuova riserva speciale sul Buthier a Valpelline ( famosa per la sua zuppa ).
Poco più di due ore di viaggio e siamo a Valpelline, nella tabaccheria del centro chiediamo le prime informazioni ( costo del permesso 35 € sia che si faccia il NK sia che si trattengano 6 capi, poi si smette ) e andiamo a vedere il torrente. E’ piccolo, corre, ci sono pochi posti dove a mosca (secca) si può pescare, almeno nel tratto che si è potuto vedere. Probabilmente c’è più acqua del solito, dal ponte le trote si vedono e sono belle 40 e più centimetri. Non convinti dirottiamo nella riserva turistica sul torrente Ayasse a Champorcher, all’inizio della Valle d’Aosta.
Il torrente si presenta con acqua limpidissima ed adatto alla nostra pesca, scorre praticamente in un parco attrezzato, con rive in cemento e sassi con discese facilitate ogni 30 metri. I pesci, pochi, ci sono e si vedono. Come al solito permesso ( 23 € per 6 catture ), caffè e diamo inizio alle danze. Grosse mosche da caccia, si lancia in piccole buche, in lente correntine, in buche più profonde, nei sottoriva e a ridosso delle sponde in levigato granito ma la risposta è sempre la stessa : ho portato le mosche a fare il bagno. Ci si ferma in bar sul torrente per una gelatino, ci sono altri pescatori, uno al tocco ha già fatto la quota, l’altro a spinning ne ha prese 4, noi a mosca ZERO. Ci consigliano di fare la zona iniziale della riserva dove i pesci sono un pò più numerosi; seguiamo il consiglio e ricominciamo dal secondo ponte, a secca niente, a streamers una bella fario, a ninfa niente. Veniamo interrotti da due solerti e gentili guardapesca che, dopo il controllo, ci confermano delle immisioni fatte il giovedì precedente e che quindi il pesce c’è ed è bello.
Si ricomincia, ma tranne una fario da 12 cm presa da Antonio e un’iridea sui 40 presa da me stando sulla strada e quindi lanciando in qualche modo, slamata da Antonio che pescava 3 metri sotto, non si vedono altri pinnuti salire a prendere la mosca. Dalla sponda con una canna da 11 metri ed un bel vermone vediamo catturare delle belle trote tutte sui 35/40 ma noi niente.
La giornata si conclude con la solita pizza e la certezza che la Valle d’Aosta può essere una valida alternativa se non proprio per la pesca ( almeno per me e per questa giornata ) ma per sfuggire alla calura lombarda. Abbiamo pescato tutto il giorno a 23 gradi e siamo ripartiti con 11.
Viabilità – da Milano autostrada per Torino poi per Aosta, a seconda delle mete si sceglie l’uscita.
Per informazioni : Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca 016540752. Telefonando inviano anche per e-mail materiale con regolamenti, riserve e punti vendita permessi.

 
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