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Entomologia - Gli insetti, La vita segreta di un Hydropsychidae
Testo di Andrea Modesti, fotografie di A. Modesti e altri autori

 

 

 


Esempio di Ciclo biologico

Nell’articolo “Ciclo biologico” abbiamo analizzato, in modo molto generale, sviluppo ed accrescimento dei principali Ordini di interesse alieutico. Se per gli eterometaboli risulta abbastanza semplice immaginare il susseguirsi delle varie fasi di sviluppo, meno lo è per gli olometaboli i quali, a causa delle loro peculiarità, modificano a tal punto il loro aspetto da rendere quasi impossibile, da parte del lettore, la formazione di uno schema mentale chiaro e completo, inerente il loro sviluppo.
Immagino quindi che analizzare in modo molto dettagliato, con l’ausilio di immagini, l’intero sviluppo di un Hydropsychidae (che sappiamo essere un Tricottero e in quanto tale a sviluppo olometabolo), possa semplificare di molto la comprensione di uno degli argomenti più affascinanti e allo stesso tempo importanti della vita di un insetto.
Rimandando a futuri lavori la descrizione dell’Ordine Tricotteri, della famiglia Hydropsychidae possiamo rapidamente dire che è caratterizzata da larve campodeiformi distinguibili da quelle delle altre famiglie per avere pro-meso-metanoto sclerificati ed anneriti ai bordi laterali, un addome con segmenti ben delineati ad ognuno dei quali sono associati ciuffetti di tracheobranchie di forma arborescente. I pigopodi (paio di artigli dell’ultimo segmento addominale che hanno la funzione di ancorare la larve all’astuccio) sono ben sviluppati e terminanti con due ciuffetti di setole nere.
Hydropsychidae vive sotto i sassi ai quali fa aderire una loggetta, detta loggetta pupale, composta da sassolini di varia dimensione, disposti in modo molto irregolare.


FASI DI SVILUPPO

Prima di iniziare la descrizione ritengo doveroso informare il lettore che la qualità delle immagini inerenti le fasi di sviluppo all’interno della loggetta pupale non è ottima a causa dello strato di seta che la larva ha interposto tra lei ed il vetro. Vi chiedo dunque un minimo di collaborazione, compiendo un piccolo sforzo di “comprensione” del soggetto via via preso in esame. Le immagini e i dati sullo sviluppo sono stati raccolti ad intervalli di due giorni, per dare un idea dei tempi e della durata dei processi di sviluppo inserirò la data di scatto sotto ogni immagine. Ho diviso le varie fasi di sviluppo in stadi che, pur non avendo alcun valore scientifico, possono comunque essere di ulteriore aiuto nella descrizione.

Primo stadio
La larva, come descritta sopra, arrivato il periodo di trasformarsi in pupa (processo detto di ninfosi) si racchiude nella loggetta pupale e qui vi rimane fino al momento dello sfarfallamento. La costruzione della logetta è molto rapida, nell’ordine di una ventina di minuti, in essa la larva ha piena libertà di movimento spostandosi da un polo all’altro senza problemi, inoltre ad intervalli di tempo più o meno regolari l’insetto compie movimenti oscillatori dell’addome così da consentire ad un flusso regolare d’acqua di scorrere lungo le tracheobranchie mantenendole ossigenate. Inoltre, per mezzo dei già citati pigopodi la larva si assicura un forte ancoraggio allo strato seriginoso che riveste l’interno della loggetta. Da qui in poi la larva smette di alimentarsi e da avvio ai processi di istolisi ( ossia distruzione degli organi larvali ) ed istogenesi ( ossia rigenerazione degli organi dell’immagine ).

Primo stadio - Data 24/02/2004 ( foto A.Modesti )

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Secondo stadio
L’ inizio della ninfosi comporta un raccorciamento del corpo della larva, un cambiamento della direzione delle zampe e una successiva muta in cui l’esuvia larvale viene stipata ad uno dei poli del bozzolo, dopo che la larva si è impupata. Le pupe risultano libere ( vedi “Ciclo biologico” ), con antenne, zampe e astucci alari immobili. Dalla foto si può notare come i maggiori cambiamenti abbiano interessato 1) il capo che, dalla forma tipica larvale con potenti mascelle masticatorie, occhi piccoli e capo squadrato, è passato alla forma immaginale con grossi occhi composti, palpi allungati e forma arrotondata; 2) le zampe, le quali da corte e robuste, specifiche per gli spostamenti tra i sassi del fondo, sono diventate lunghe ed esili molto più adatte quindi all’atterraggio dopo il volo; 3) infine il torace dove, a meso- e metanoto sclerificati si sono sostituiti gli astucci alari. Anche durante questo stadio l’insetto continua a muovere l’addome con movimenti oscillatori.

 

Secondo stadio-Data 1/03/2004  ( Foto A. Modesti )

 

Confrontando l’immagine col disegno sottostante, è possibile riconoscere la pupa
al secondo stadio

 
Terzo stadio
Durante il terzo stadio non ho rilevato nessun cambiamento significativo nella pupa, gli abbozzi alari si sono ingranditi leggermente in conseguenza del progressivo sviluppo delle stesse ali al loro interno. L’insetto continua a mantenere ossigenate le tracheobranchie con i soliti movimenti. Purtroppo insieme all’insetto matura anche l’acqua della vasca, di conseguenza il già opaco strato di seta si è ulteriormente “sporcato” rendendo ancor più difficoltoso l’apprezzamento dei particolari. Nonostante ciò, onde evitare interruzioni nello sviluppo pupale, ho preferito proseguire con tali condizioni, evitando così rischiosi cambi d’acqua.

 

 

Terzo stadio-Data 3/03/2004 ( Foto A. Modesti )

 

 

 
Quarto stadio
Anche nel quarto stadio non si possono apprezzare significativi cambiamenti morfologici, però risulta ben evidente come le ali, all’interno degli astucci, inizino a pigmentarsi assumendo la caratteristica colorazione dello stadio immaginale. Inoltre l’esoscheletro va via via ispessendosi ed indurendosi, questo lo si nota dal fatto che zampe ed antenne sono diventate più scure rispetto agli stadi precedenti. Inoltre le antenne hanno oramai raggiunto la lunghezza definitiva, lambendo la parte terminale dell’addome. La foto è stata scattata in visione ventrale, ossia la pupa si è fatta fotografare “di pancia”.
Quarto stadio-Data 5/03/2004    ( Foto A. Modesti )

Quinto stadio
Siamo giunti ora al momento più atteso e magico della vita di un insetto.
In quello che io ho definito quinto stadio, la pupa lascia la sua loggetta, nuota in superficie e compiendo l’ultima muta, si trasforma in insetto alato. Queste operazioni sono facilitate dalla presenza di una fila di setole lungo i tarsi del secondo paio di zampe i quali, opponendo resistenza al mezzo acqua, forniscono all’animale la forza propulsiva necessaria a raggiungere in pochi istanti la superficie. Una volta emersa la pupa nel giro di pochi secondi (indicativamente 5 ) compie l’ultima muta e da immagine alata si libra nell’aria.

 

 

 

Quinto stadio, Oltre ai particolari già elencati si notino le tracheobranchie ancora ben sviluppate
-Data 6/03/2004 ( Foto A. Modesti )

 
Ecco la pupa pronta a raggiungere la superficie dell’acqua
( Foto A. Modesti )
L’esuvia pupale: dall’alto verso il basso sono ben evidenti antenne e zampe, palpi, astucci alari, tracheobranchie e pigopodi.
(Foto A. Modesti )

Insetto alato
L’insetto alato ovviamente ha tutte le caratteristiche tipiche dei Tricotteri: ali disposte a tetto spiovente, antenne protese in avanti lunghe quanto l’intero corpo e speroni su secondo e terzo paio di zampe. Il colore di questa specie è risultato essere grigiastro, con addome color crema e zampe color nocciola. Siccome la famiglia Hydropsychidae include tre generi, Cheumatopsyche, Hydropsyche e Diplectrona, e contando Hydropsyche ben 10 specie per l’Italia, risulta ovvio che la descrizione di questo particolare individuo deve avere solamente valore d’esempio e non può in alcun modo essere preso come modello di riferimento specifico nel momento in cui si parla di Hydropsychidae.
L’obbiettivo di questo articolo è stato quello di dare la possibilità, a chi ne senta il bisogno, di approfondire le conoscenze sul mondo degli insetti. E’ sottinteso che una volta sul fiume che contano, ai fini della pesca a mosca, non sono i nomi e le regole sistematiche, ma spirito d’osservazione, rispetto dell’ambiente e tanta tanta tanta passione.

L'insetto alato (foto di A.Modesti)