
![]() |
![]() |
| Il
ciclo biologico di un insetto, ossia nascita – crescita –
riproduzione , è uno degli aspetti più importanti ed affascinanti
di questi organismi. Esso non ha solamente una importante valenza naturalistica, ma è molte volte la chiave del successo di una buona uscita di pesca sul fiume. Chi non ha mai atteso ansiosamente le schiuse per iniziare a pescare? Quanti si dannavano, agli inizi, nel distinguere ninfa, subimago, imago, spent…!! Eppure ognuno di questi termini si riferisce ad un ben determinato stadio di sviluppo e ad ognuno di essi, per quanto concerne la pesca a mosca, può essere associato un ben determinato artificiale con ben determinate qualità. Ovviamente i termini sopra elencati sono stati adattati all’attività alieutica ed essendo di origine inglese assumono ancor più un suono “sinistro”, quindi analizzando il tema con occhio un po’ più critico e magari “italianeggiante”, forse, i dubbi e la confusione che avvolgono questa importante parentesi della vita di un insetto potranno risultare più chiari e di più facile comprensione. Come nasce dunque un insetto? Cosa accade sotto l’acqua prima di assistere al magico fenomeno della schiusa? Sostanzialmente gli insetti, a seconda del tipo di sviluppo, vengono suddivisi in due gruppi: ETEROMETABOLI ed OLOMETABOLI. |
ETEROMETABOLI |
| Eterometaboli
sono quegli insetti che al momento della schiusa dell’uovo sono
già in un avanzato stato di sviluppo, ciò comporta che
i giovani siano sostanzialmente molto simili all’adulto e il completamento
della crescita avvenga tramite progressive modificazioni, senza comportare
drastiche modificazioni nell’aspetto e nel comportamento dell’individuo.
Essendo gli insetti ricoperti da un esoscheletro rigido ( vedi anatomia
), la crescita può avvenire solo a condizione di successive mute
le quali, tramite espoliazione ( e suvie
) e ricostituzione di nuovi scheletri, consentono all’animale
di accrescersi pur se ricoperto da una resistente “corazza”.
L’eterometabolia è quindi caratterizzata dalla metamorfosi
graduale.In realtà gli insetti eterometaboli sono soggetti ad un ulteriore suddivisione in paurometaboli ed emimetaboli. I primi possono essere impropriamente definiti eterometaboli “puri”, in quanto il passaggio da larva (neanide) ad adulto rispetta le regole sopra elencate ( l’acquisizione dei rudimenti alari comporta la denominazione di ninfa sia per pauro che emimetaboli ). Di maggior interesse per noi pescatori risulta essere il secondo gruppo, quello degli emimetaboli. In essi infatti, nonostante la gradualità della metamorfosi, l’aspetto delle larve e delle ninfe, ed il loro genere di vita cambiano assai notevolmente: si tratta di larve e ninfe acquatiche ( dette perciò le prime naiadi ) che respirano tramite tracheobranchie, le ninfe subiscono modificazioni assai notevoli all’ultima muta trasformandosi nell’adulto alato che conduce vita aericola ( immagine). A queso gruppo appartengono i ben noti efemerotteri, plecotteri, odonati (libellule) e altri gruppi di minor interesse. Gli efemerotteri inoltre sono l’unico ordine di insetti caratterizzato da una subimmagine, ossia lo sviluppo non termina con il passaggio da ninfa a immagine, ma l’insetto alato che ne deriva - rappresentato dai classici individui con le ali grigio opaco che galleggiano sul pelo dell’acqua al momento della schiusa – subisce un ulteriore muta passando quindi da subimmagine ad immagine, ossia un individuo con le ali trasparenti ed iridescenti in grado di accoppiarsi. |
![]() |
![]() |
| Un
classico esempio di subimmagine con le ali grigio opaco ( Ephemerella femmina – Foto A. Modesti ) |
Ecco
le esuvie risultato dell’ultima muta ( Foto A. Modesti ) |
![]() |
|
|
Infine
l’insetto immagine pronto per l’accoppiamento ( Ephemerella maschio – Foto A. Modesti ) |
|
OLOMETABOLI |
| Olometaboli
sono invece quegli insetti nei quali lo sviluppo da giovane ad adulto
non è caratterizzato da graduali modificazioni, ma da tre ben
distinti stadi: larva – pupa – adulto. Questo caratteristico sistema di sviluppo comporta che lo stadio preimmaginale, negli eterometaboli rappresentato dalla ninfa, qui dalla pupa, corrisponda ad un periodo critico in cui l’animale non prende cibo, è appena capace di qualche movimento ma non di locomozione e il suo organismo subisce profonde modificazioni, a tal punto che l’individuo adulto assume un aspetto totalmente diverso dalla larva, caratterizzato anche da un differente genere di vita. Proprio per le drastiche modificazioni cui è soggetto questo gruppo di insetti, è possibile descrivere ed analizzare singolarmente ogni stadio del loro ciclo biologico. |
|
LARVA
L’aspetto delle larve differisce molto tra ordini e anche all’interno degli stessi ordini, esse possono essere classificate come campodeiformi, melolontoidi, eruciformi ed apodi. • Campodeiformi, cioè col capo rivolto in avanti, sono le larve di alcuni Coleotteri e Tricotteri, tra cui Hydropsychidae, robuste, predaci, dotate di tre paia di zampe toraciche e prive di quelle addominali, con robusto apparato masticatore, brevi antenne e talora un paio di cerci. |
|
|
Larva campodeiforme di Tricottero ( Hydropsychidae - Foto A. Modesti ) |
| •
Melolontoidi sono larve ancora tipiche dell’ordine dei Coleotteri
anche se risultano più corpulente, tozze e caratterizzate da
un corpo ripiegato ad arco e l’addome posteriormente ingrossato. • Eruciformi, cioè col capo rivolto in basso perpendicolare o inclinato rispetto all’asse longitudinale del corpo, sono tipiche dei Lepidotteri, alcuni Tricotteri e ordini minori. Nei Lepidotteri sono caratterizzate da un aspetto vermiforme, rivestite da tegumenti molli, senza una netta differenza tra torace e addome, apparato masticatore robusto, tre paia di zampe toraciche e varie paia addominali non articolate, dette pseudozampe. |
|
![]() |
Larva
eruciforme di un Tricottero ( Limnephilidae - Foto A. Modesti ) |
|
•
Apodi sono infine le tipiche larve dei ditteri, il classico bigattino
per intenderci, tipicamente vermiformi, prive di zampe, con tegumenti
molto molli e assolutamente uniformi nella segmentazione. |
|
![]() |
|
|
PUPE
Le pupe si presentano sotto i tre aspetti tipici di pupa libera, obtecta e coarctata. Nella pupa libera zampe, ali e antenne sporgono liberamente verso l’esterno e godono di una certa libertà di movimento, essa è la tipica pupa dei Tricotteri e molti Coleotteri e generalmente fa seguito alla larva campodeiforme. La pupa obtecta ha appendici ben riconoscibili dall’esterno, ma saldamente cementate al tronco e quindi incapaci di movimento. Queste sono le tipiche pupe dei Lepidotteri ( qui prendono il nome di Crisalidi ), ma anche di alcuni Coleotteri e normalmente fanno seguito alla larva eruciforme. Infine la pupa coarctata è propria dei ditteri ed è caratterizzata dal fatto di rimanere strettamente avvolta dalla cuticola dell’ultima esuviazione larvale, detta pupario. E’ da notare che anche pupe libere e obtecte, dei Tricotteri per esempio, sono spesso racchiuse entro un bozzolo che la larva fila prima di incrisalidarsi e che talora è rinforzato da detriti vari. |
|