Pescatorimoscalodi
A.B.C. della Pesca a Mosca- Riflessioni sulla Pesca a Mosca
Contributo di Marco Acacci

 

 

 

Spinner, Dun, Emerger, Ninph:
Sono termini alieutici inerenti la tecnica di pesca che nella terminologia entomologica indicano i vari stadi degli insetti, rispettivamente: insetto adulto, subimagine, insetto morto, insetto che sta per emergere e ninfa o insetto subacqueo. Questi sono gli stadi che interessano al pescatore a mosca; seguono poi gli insetti terrestri che, nella dotazione di artificiali, non devono mancare perche’ hanno una fondamentale importanza e sono: coleotteri, formiche alate, bruchi, ragni, api ecc., che nel vostro, mi auguro, lungo cammino, sentirete spesso menzionare. Per inciso, é mia piena convinzione che colui che si avvicina alla pesca a mosca, é destinato a non tornare piu indietro, visto il fascino che racchiude questa fantastica realtà, a patto che, tutta la responsabilità, sia affidata a gente obbligatoriamente seria, che insegni non solo a volteggiare una coda di topo o costruire una mosca artificiale a tavolino (non é questo il difficile), ma sappia trasmettere tutto il bagaglio tecnico per poter praticare questo sistema, non a caso, definito il piu difficile.

Difficile perché, per essere veri pescatori a mosca, quindi coscenti, bisogna dimenticarsi il valore negativo della quantità ed entrare mentalmente nella nella metodologia di come affrontare la singola cattura. Nulla é affidato al caso! Calarsi nel contesto ambientale con doveroso rispetto della natura, osservare cio’ che ci circonda, é una scelta che va oltre l’atto pescatorio, é un salto di qualità! E da qui, l’esca, se usata fine a se stessa, passa ad un valore relativo.

Prima di accingersi all’atto pescatorio, è opportuno scrutare attentamente il comportamento del nostro amico avversario, sia esso un cavedano, una trota, un temolo, cercando di capire se: si sta cibando a galla, sotto il pelo dell’acqua, a mezz’acqua, quando “bacia” la superfice cibandosi di insetti morti o afferrando di scatto un insetto terrestre, oppure se sta cacciando ninfe o larve acquatiche sul fondo. Osservando attentamente questi naturali comportamenti, risulta facile capire come affrontare la situazione di pesca. É quindi inutile arrovellarsi il cervello con la scelta della mosca artificiale cambiandola continuamente per poi accorgersi che la ventiseiesima era la prima!!

Ecco quindi l’esigenza di una tecnica specifica, finalizzata alla pesca, che passo dopo passo, porti il già o futuro pescatore a mosca ad affrontare il fiume ed il torrente, in forma assolutamente attiva, senza subire, ma di contro esserne il protagonista. Imparare a leggere l’acqua, sapersi avvicinare, non farsi vedere od udire.Tutte regole fondamentali che pescando in superficie, massima espressione di questa pesca, senza togliere nulla alle altre, per ovvie ragioni diventano fondamentali: posare la mosca con delicatezza, dare vita al nostro artificiale posandolo dove ci interessa, evitare il dragaggio.

Concludendo: é la tecnica di lancio che puo’ darci tutto ciò!! Tanto di guadagnato quindi, se la scelta verte sulla tecnica piu razionale.

REGIA